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La Danimarca ha un’agricoltura tecnologicamente avanzata, un’industria ed un settore terziario anch’essi all’avanguardia in molti campi. Anche se son pochi rispetto alle grandi nazioni europee, la densità territoriale danese è paragonabile più a quella europea che ai vicini scandinavi. Dei cinque milioni e mezzo di abitanti, un quarto circa vive nella regione metropolitana di Copenhagen. Non potremmo trovare, nella ricetta danese, dei facili ingredienti dei successi economici e sociali.
Non il petrolio norvegese, non le sterminate foreste e materie prime della Svezia o della Finlandia, e neppure l’energia geotermica dell’Islanda.
L’unico elemento visibile, in realtà unico fattore di successo della Danimarca, è la cultura del suo popolo. I capi vichinghi, mille anni prima, comandavano con l’esempio e la forza dell’autorità, anziché votazioni e parlamenti. Ma comandavano comunque su uomini liberi, che avrebbero potuto rifiutarsi di seguirli, o cambiare capo. Questo rispetto di chi comanda per chi è comandato non si spense in Danimarca con la fine dell’epoca vichinga.
Nella cultura danese non è concepibile “ingannare” lo Stato, o lasciare che lo Stato “inganni” il cittadino. Da questo controllo reciproco, controllo che in realtà non costa nulla perché tutti ci credono, discende un sistema molto efficiente. Lo Stato sottrae enormi risorse finanziarie ai cittadini con le tasse; queste risorse, le ridistribuisce sotto forma di sussidi, un avanzato sistema sanitario, pesanti investimenti in ricerca e sviluppo, ed infrastrutture. Nel 2002 in Danimarca le tasse ammontavano al 49,2% del PNL.
In cambio della pesante tassazione, il cittadino danese non deve pagare per la propria educazione, cure mediche, ospedalizzazione; ha diritto, dai 65 anni in poi, ad una pensione che gli consente di vivere; in caso di perdita del posto di lavoro, ha diritto ad un sussidio di disoccupazione. Le tasse sono state utilizzate consapevolmente come uno strumento di ingegneria sociale: il livellamento dei redditi da esse provocato ha favorito la creazione di una società tra le più ricche e sicure del mondo. |